Non ci sono buone notizie sul fronte delle future pensioni di milioni di italiani. Ecco che cosa potrebbe succedere nel 2027
L’età pensionabile è soggetta da anni a variazioni e mutamenti legati ad una molteplicità di fattori e che difficilmente portano a buone notizie. Anche se i vari governi che si sono susseguiti hanno formulato norme per agevolare il pensionamento anticipato di talune categorie, la pensione di vecchaia diventa anno dopo anno sempre più difficile da conquistare.

E le cose, nell’immediato futuro, potrebbero peggiorare ulteriormente: il tutto partendo da una notizia sostanzialmente positiva che però si traduce, per quanto riguarda l’età alla quale è possibile interrompere il lavoro e godersi la meritata pensione, in un peggioramento. Cerchiamo di capire meglio di che cosa si tratta e soprattutto che cosa dovrebbe cambiare nel 2027.
L’età pensionabile si allontana ancora? Attenzione alle novità per il 2027
Quello che occorre analizzare in tal senso è il mutamento della speranza di vita degli italiani. Ebbene proprio da questo valore derivano le variazioni delle ‘tempistiche’ per andare in pensione: essa infatti è salite al suo massimo storico toccando quota 21,2 e questo potrebbe andare a modificare, e non di poco, l’età alla quale andare in pensione nel 2027. Per il ritiro dal lavoro non basteranno più, dunque, i requisiti attuali che andranno aumentando.

Da un lato vi sono partiti, come la Lega, che promettono battaglia allo scopo di bloccare, congelandolo, questo incremento. Ma al momento ciò su cui si fa riferimento sono gli ultimi dati dell’Istat relativi alla speranza di vita nel 2023/2024, aumentata di sette mesi sul raffronto con il biennio precedente ed andando a recuperare anche i quattro mesi persi nel corso del periodo della pandemia di Covid. Stando all’attuale normativa dunque entro il 2025 il ministero dell’Economica dovrebbe emanare un apposito decreto che nel 2027 faccia scattare l’incremento dell’età di pensionamento nonché dei requisiti contributivi minimi necessari per ottenere la pensione anticipata.
Quanto si dovrà lavorare in più? A conti fatti per ritirarsi dal lavoro occorreranno 67 anni e tre mesi di età oppure 43 anni e un mese di contributi (se uomo) oppure 42 anni e un mese (se donna), il tutto oltre alla finestra mobile che nel caso della pensione anticipata è di tre mesi. A parlare per conto del Carroccio è stato il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon il quale ha dichiarato: “Lo sterilizzeremo”. Facendo riferimento all’intenzione di bloccare tale processo. Resta da capire se sarà economicamente e burocraticamente possibile.